L'altra sera terminato il lavoro, sono andato a piedi a casa... Era una sera in cui la temperatura era calda, calda in maniera anomala.. E, ora non chiedetemi per quale motivo, è accaduta una cosa strana... Quella sensazione di vento caldo in una stagione non ancora di primavera mi ha riportato indietro nel tempo, a poco meno di un anno fa... in una città lontana centinaia di chilometri da dove sto scrivendo ora. Era un momento difficile.. un momento in cui stavano avvenendo molti cambiamenti dentro di me.. stavo capendo nuove cose... scoprendo me stesso come non avevo mai fatto prima... Un giorno un mio amico mi chiama e mi dice che sarebbe dovuto andare nei giorni successivi a Roma da solo e di punto in bianco mi chiede di accompagnarlo... Io, che mai come in quel momento avevo bisogno di staccare, di cambiare aria, pensare ad altro, senza esitazione gli ho detto "Sì". Lui è rimasto stupitissimo della cosa... Io in cinque minuti ho prenotato i biglietti del treno on-line e dopo due-tre giorni sono partito per Roma. E' stato un viaggio incredibile... Lui era già stato a Roma, per me invece era la prima volta, così, dopo aver terminato i suoi impegni, mi ha portato in giro per questa città che mi ha rapito il cuore... Abbiamo camminato come pazzi per chilometri e chilometri.. girata Roma in lungo e in largo.. palazzi, fontane, piazze, solo a ripensarci mi sembra ancora un sogno. E' stato bello per un attimo fuggire dal mondo in cui mi trovavo, oppresso da mille pensieri, mille dubbi su quello che stava accadendo in me.. al cambiamento che di lì a poco sarebbe avvenuto.. l'ammettere una nuova condizione... Roma mi ha aiutato... in quel momento mi ha dato la serenità di cui avevo bisogno per accettare un nuovo me stesso. Credo che proprio in quei giorni ho capito come stavano le cose e ho deciso di non negare più nulla a me stesso.
Avrei anche dovuto incontrare una persona a Roma... E anche il pensiero di quel possibile incontro mi aveva reso tutto più emozionante... Purtoppo lui però pochi giorni prima si fece male ad un ginocchio.. Così non fu possibile vederci, tutto questo solo da amici (non sapevamo, non avevamo capito ancora nulla)... Perchè di lì a poco più di un mese circa quella persona sarebbe diventata il mio ragazzo! E Roma, Roma che tanto amo sarebbe stata una città importante per noi due. Appositamente ho cominciato a scegliere i congressi che facevano a lì per ritornarci.. E tutte e due le volte siamo riusciti a vederci io e quello che in quelle volte era finalmente il mio ragazzo.
Voglio lasciare qui due cose che associo a questa città e quello che ha significato per me.. Innanzitutto una foto che ha scattato il mio ragazzo un giorno in cui passeggiavamo insieme per Roma e poi il testo di una canzone cantata da Sergio Cammariere (parole di Roberto Kunstler).
TEMPO PERDUTO
(Parole di R.Kunstler
Musica di S.Cammariere)
Tempo, perduto tempo
Piazza Navona come altri cento
Giorni di vento, vento e fontane
Segnano il tempo con le campane
Tempo, da noi sconfitto
L'ultimo raggio da un cielo fitto
Castigo nero, puntuale
Piove sopra a un ospedale
E dolcemente sulla via
Tempo! Mondo di sogno
Mezze creature superumane
Sento chitarre gattisuonare
E lancinanti come zanzare
Tempo, sembra leggero
Poi d'improvviso tutto è importante
Ogni dettaglio significante
Può divenire significato
E ora non c'è patria e non c'è Dio
Ma ci sei tu, ci sono io
E tutto il resto sembra càos, sembra niente
Tempo! Lascia passare!
Questo tempo che forse
Stanotte ci fa cantare
Tempo: basta parlare!
Solo ascoltare quello che hai dentro
E prima che il fuoco del tutto sia spento
Trova una strada e battila in fondo
Tempo, ci lascia muti
Ad osservare i nostri errori
Tempo... fermare il tempo!
Sarebbe a dire: l'Eternità
E ora non c'è patria e non c'è dio
Ma ci sei tu ci sono io
E tutto il resto sembra càos, sembra niente
Tempo! Lascia passare!
Questo tempo che forse
Stanotte ci fa cantare.