martedì, 27 marzo 2007

Ultimamente mi capita di ritornare, per motivi di lavoro, nella città in cui ho trascorso l'università (più o meno a 250 km da dove vivo ora). La prima volta che ci sono tornato ho dovuto ripercorrere proprio le strade vicino alle aule che frequentavo, in ospedale. Sono passato davanti all'aula studio dove passavo intere giornate a studiare, chiacchierare e imbottirmi di caffè alla macchinetta, ma non c'era più quell'aula studio, è stata sostituita da un ufficio dell'università;  sono passato davanti al negozio dove ho preso il mio primo camice, e sono passato anche davanti ai bar dove spesso mi fermavo per mangiare un panino nelle pause di studio. Sentivo ancora il chiacchiericcio dei miei compagni di studio, le risate dei miei amici, anche se in quel momento lì davanti non c'era nessuno. In quel momento ero da solo, io e i miei ricordi.
Sono passati solo 3 anni da quando ho lasciato quella città eppure mi sembra passata una vita. I cambiamenti occorsi in quest'ultimo periodo sono stati radicali. Eppure, ripensando a quel lontano periodo, mi sentivo un ragazzo felice, felice davvero. Ignoravo cosa ci fosse dentro me stesso. Ero circondato da persone che mi volevano bene, che mi hanno dato così tanto. Sentivo la mia vita piena.
La cosa sconvolgente e dolorosa è questa.. Come potevo essere felice senza vivere il vero me stesso? Perchè sono convinto che allora, se avessi avuto il coraggio, la forza, di far tirare fuori tutto, me ne sarei reso conto di chi ero e cosa volevo. Invece no.. ho lasiato trascorrere quegli anni senza vivere uno straccio di vero sentimento amoroso. Senza aver ricevuto un vero gesto di "affetto" (quello che va oltre l'amicizia e che si avvicina di più all'amore). Una sorta di auto-castrazione sentimentale dell'adolescenza.
Mentre percorrevo sempre quella strada cominciavano a scendermi le lacrime. Erano lacrime di nostalgia per una felicità perduta o erano lacrime di sofferenza per i sentimenti che non avevo potuto vivere, i rimorsi per  non aver accettato prima il vero "me stesso" e di aver perso un pezzo della mia vita che non avrò mai più?
Ancora non riesco a comprendere quelle lacrime.. Ancora non riesco a capire l'essenza della felicità di allora. Forse sarà necessario ancora del tempo. Oggi però almeno affronto queste domande con la serenità di sapere che sto percorrendo la strada giusta e con un compagno di viaggio che mi tiene per mano nell' esplorare questi nuovi percorsi della mia vita.


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domenica, 25 marzo 2007

Mi sono trovato per caso a seguire, dopo un po' che non lo facevo, un programma che trasmettono su Mtv noto come "LOVELINE".Allora premesso che programmi da criticare ce ne sono a bizzeffe.. Voglio soffermarmi in particolar modo su questo. Perchè la domanda che mi pongo incessantemente è: VOGLIAMO SMETTERLA DI PARLARE 1 ORA DI DOVE MINCHIA SI TROVI QUESTO BENEDETTO PUNTO G????? Ok ci sono tanti problemi nella società moderna: la povertà, le malattie, il riscaldamento del pianeta, ecc.. Ma sentire per l'ennesima volta la domanda del pubblico o la telefonata da casa "maaaaaa allora esiste il punto G ?". Io dico basta. E davvero non è una questione di gusti sessuali! Il punto g mi ha sfrantecato i maroni. E' più su, più giu, a sinistra, a destra... ma chi se ne frega? Tanto chi è che si mette a tracciare le linee con squadra e righello sulle pudenda della sua amante? Forse serve pure il goniometro? mah.. Allora finiamola qui. Ma non basta. Perchè pare che questo punto G sia pure vagante.. Cioè non è che basta che lo trovi una volta e, che ne so, lo fai tatuare così poi te lo ricordi.. NO!! si sposta, c'ha i moti rotazionali e traslazionali.. Ora vedi che c'ha pure le stagioni.. Mapperfavore. Piantiamola. Anche la dottoressa sessuologa, una volta per tutte, non faccia finta che è la prima volta che glielo chiedono, una volta tanto si ribelli anche lei e dica che si è scassata definitivamente le palle!! Che qualcuno dica, faccia qualcosa. Ve ne prego.
Scusate lo sfogo.


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giovedì, 22 marzo 2007

Oggi giornata all'insegna del mal di testa.. quindi blocco creativo-emozionale. Mi darò all'unica terapia efficace per curare il mio male: Novalgina (detta anche No-vagina) e tanto tanto riposo!!


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martedì, 20 marzo 2007

Essì! Siamo a fine marzo.. la primavera è alle porte... Ed invece toh... La neve!!! Guardate un po'..
Così questo dannato raffeddore invece che passarmi, continuerà per altri 3 mesi... Mapporc..... :°°°

foto neve a marzo


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lunedì, 19 marzo 2007

Ieri sera sono stato a Milano per sentire il concerto di un cantante (Damien Rice) che se ascoltato da CD mi ha dato forti emozioni, dal vivo queste emozioni si sono moltiplicate in modo esponenziale.. ma cosa ancora più bella è stato viverle con il mio ragazzo seduto accanto a me (lui già alla prima canzone era in lacrime :D ).
Stamattina quando l'ho accompagnato in stazione, sapendo che ci saremmo rivisti fra due settimane (o poco meno) ho sofferto come al solito.. Non glielo dico spesso che sto male quando lui va via, ma è così. Ogni volta.
Questa canzone, the blower's daughter, è una delle mie preferite. Mentre il treno partiva e lo guardavo andare via, avevo in mente questa canzone..  Ve la voglio postare sperando dia a voi anche solo un decimo di quello che dà a me.
Buon ascolto.


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venerdì, 16 marzo 2007

Eh.. che ci volete fare.. io adoro la musica, ed è inevitabile che questi post musicali compaiano sempre con maggior frequenza sul blog.. La canzone che vi propongo oggi è una cover di Hank Williams, Ramblin' man, cantata da due artisti di eccezione: Mark Lanegan (che faceva parte Screeming Trees e che ho sentito dal vivo qualche mese fa a Firenze in una eccellente collaborazione  con i Twilight Singers) e Isobel Campbell (cantante nei Belle and Sebastian). La voce di lui: profonda; la voce di lei: delicata. E proprio questo accostamento sembra aver funzionato alla perfezione nell'album che hanno inciso insieme (Ballad of the Broken Seas) dal quale è tratto il brano che vi propongo.
Il video.. che dire.. un po' sensuale, ma una sensualità un po' decadente, "fatta" e "sfatta".. ma anche un po' queer :D  Beccatevelo! Buon ascolto e buona visione!


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martedì, 13 marzo 2007

Questo è un gruppo che adoro.. Sono i Sigur Ros. Sono islandesi. Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo a Ferrara l'estate scorsa ed è stata un'esperienza incredibile ed emozionante. Qui sotto il video di un brano presente nell'album "( )" - sono le due parentesi raffigurate in copertina - untitled #1, Diretto da floria Sigismondi, che per me è un genio.




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venerdì, 09 marzo 2007

Piccolo raccconto tragicomico (della serie meglio ridere che piangere) sui DiCo:

Nel corridoio dell'anagrafe di Roma, il primo giorno di entrata in vigore
della nuova legge.
L'usciere: "Dica".
Signore: "Di.Co.".
"Dica, dica pure!".
"Gliel'ho detto: Dico!".
"Che fa, lo spiritoso? Io sto 'a lavora'..... Signore, che deve fa'?".
"La Dichiarazione di Convivenza".
"Ah, si, il PACS".
"... DICO".
"Dica...".
"Dico, non Pacs: si chiama DICO!!!".
"Ah, pensa te... Eccole il modulo.".
"E dopo che l'ho compilato che devo fa'?".
"Vediamo un po'... ecco: articolo 3, deve darne comunicazione all'altro
convivente".
"E che cosa gli comunico, scusi? Che conviviamo? Credo lo sappia già..."
"Signore mio caro, mica l'ho fatta io la Legge. Qui c'è scritto chiaramente
che glielo deve comunicare. Legga: "mediante raccomandata con avviso di
ricevimento". La legge parla chiaro!".
"Cioè, mi faccia capire bene: io devo andare alla posta e spedire una
raccomandata a casa mia?".
"Si, al suo convivente".
"E se lui non c'è, quando viene il postino?".
"Beh, lei è il convivente, no?".
"Certo!".
"E allora può firmare lei la ricevuta".
"Cioè io firmo di ricevere una lettera spedita da me al mio indirizzo. Ma
non le pare assurdo?".
"Signore mio bello, quello che pare a me non conta niente...".
"E la ricevuta che ho firmato?".
"Quella se la riprende il postino. Poi gliela rispediscono al suo
indirizzo".
"Così io ricevo una ricevuta firmata da me in cui io dichiaro di aver
ricevuto una lettera che mi sono spedito io al mio indirizzo... e se non
arriva la ricevuta di ritorno?".
"Può fare reclamo dichiarando di non aver mai ricevuto la ricevuta che lei
ha firmato per una lettera raccomandata che si è spedito al suo indirizzo...
ma intanto compili il modulo che la fila è lunga... Avanti il prossimo!
Dica, signore.".
"Dico!".
"Aridaje...."


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venerdì, 09 marzo 2007

Questa lista l'ho trovata su queerblog.it, mi è piaciuta e ve la ripropongo qui...
...qualora non aveste abbastanza argomenti per sostenere una conversazione con chi si oppone alle unioni omosessuali...

 1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l'aria condizionata.

2. Il matrimonio gay spingerà le persone a essere gay, allo stesso modo in cui far andare in giro persone alte vi fa diventare alti

3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi

4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste

5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta

6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, quelle sterili e le persone anziane non devono potersi sposare, perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini

7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali

8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all'intera nazione. Ecco perché in Italia c'è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita.

9. I bambini non saranno mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10. Il matrimonio gay cambierà i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all'allungamento della vita media



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martedì, 06 marzo 2007

Stamattina, uscendo di casa per andare al lavoro, mi si è presentata agli occhi questa scena che mi ha tirato su il morale, vista la giornata grigia (sono un po' meteoropatico).. La foto è venuta male.. mossa (ero di fretta), storta e fatta col telefonino.. ma la posto ugualmente..

06032007255


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