Ieri sera, dopo una giornata passata a lavorare davanti al computer (complice l'assenza della connessione ad internet a casa), sono andato a fare una corsa al parco Ducale (dopo tre giri del parco ero sfatto come un caco). A seguire doccia e cena. Ora queste sembrerebbero delle banali azioni di routine... E invece no. Negli ultimi tempi ho avuto una vita decisamente disordinata.. E mettere in sequenza queste azioni, anche in tempi decenti, non è cosa da poco. Non so però se ciò sia un'iniziale ascesa verso la sanità mentale o piuttosto un momento di lucidità prima della follia più totale.
Dopo cena mi sono guardato questo film, in dvd:
Pane e tulipani (di Silvio Soldini, 2000) racconta la storia di una donna, Rosalba che, dimenticata per sbaglio in un autogrill dalla propria famiglia durante le vacanze, decide, invece che tornare a casa, di andare a Venezia, città in cui non era mai stata. Se dapprima doveva essere una breve fuga dalla quotidianità nel tempo, matura in lei la voglia di ricostruirsi una vita. Infatti proprio qui ritrova la passione per un lavoro che svolgeva il padre (il giardinaggio) e che non aveva mai svolto, per uno strumento che suonava il nonno (la fisarmonica) e per un uomo, Fernando Girasole, interpretato ottimamente da Bruno Ganz. Quest'ultimo, anche se attempato, è dotato di una tale sensibilità, poesia e attenzioni verso la protagonista, la quale ne rimane ammaliata. Certo i ripensamenti non mancano...
Riflessioni..
E' stato bello rivedere questo film a distanza di così tanti anni. L'ho rivissuto con sette anni di esperienze in più e mi è parso completamente diverso. Si parla proprio di cambiamenti nella vita, di cambiamenti radicali. Di certo fa venire una voglia incredibile di prendere e fuggire, andarsene via e ricostruire tutto da capo... Certo bisognerebbe trovare, come Rosalba, un lavoro e magari un sig. Girasole che ci faccia perdere la testa. Oppure bisogna semplicemente cercare, pur senza drastici cambiamenti, di migliorare la propria vita, attuando cambiamenti più semplici, nelle piccole cose, cercando di costruire giorno per giorno qualcosa che somigli sempre più a noi, e che ci faccia sentire a nostro agio.
Tuttavia attuare quello che ho appena scritto non è per nulla facile (perchè si tratta di cambiare e non ricominciare) ed ultimamente prevale solamente un grande senso di fuga...