
In alcune battaglie ho incontrato il nemico, l'ho guardato negli occhi. Mi avevano insegnato che non potevo nemmeno permettermi di chiudere le palpebre per un istante. Sarebbe stato l'istante della mia morte.
Mi avevano insegnato a spostarmi in avanti al momento giusto, per non essere trafitto dalla spada per un passo falso. Mi avevano insegnato a rimanere concentrato, sempre.
Ma in questa battaglia non ci sono tattiche, non ci sono tecniche.
Non vedo il nemico, è trasparente.
I miei movimenti sono scoordinati, non c'è precisione ma solo rabbia.
Non ho una spada in mano, è come se avessi un misero bastone agitato nel vento alla ricerca del mio avversario senza ombra.
Non si vince nè si perde.
Forse è semplice dispendio di energie. Nel nulla.
Ma io continuo a combattere.