martedì, 23 settembre 2008

Ogni mattina (fatta eccezione per il week-end) guardo il TG5 delle 8.00 dopo aver fatto colazione. Essendo per natura molto lento, finché finisco di prepararmi, il telegiornale termina e lascia spazio (ahimé) alla trasmissione successiva: mattino 5 (credo si chiami così). Così, mentre rifaccio il letto o mi spazzolo i denti, malauguratamente mi capita di sentire qualche minuto di questo programma.
Non parlo di sentimento d'odio, perchè non investo così tanta partecipazione emotiva per un personaggio televisivo, ma di disgusto sì. Ho assistito all'inizio di alcune interviste di Barbara d'Urso e l'impressione che mi sono fatto si è rafforzata sempre di più: una conduttrice ignorante che svolge interviste in cui regna la lacrima facile (i mezzi sono più o meno gli stessi - il più ricorrente è l'utilizzo di defunti o di storie di disperazione). Il tutto è affrontato con una superficialità e un pressapochismo da fare paura. E le occasioni in cui lei manifesta la suo scarso spessore sono davvero molte.
Non pensavo di sprecare delle righe per parlare di televisione, ma quando stamattina ho sentito l'intervista della d'Urso a tale Fabrizio Caiazza (per le persone a cui non fosse noto, è un vigile gay di milano che è stato eletto il più sexy di non so cosa - non ricordo, non me ne voglia - e si ritrova sulle pagine di alcuni giornali) ho cambiato idea. Posso pure apprezzare che abbia tentato di sposare la causa dei gheis, ma sentirle dire a proposito di costoro e del povero intervistato: "un'anima imbrigliata in un corpo che non gli piace" mi ha fatto girare le scatole (per usare un eufemismo). L'ha detto la prima volta (portando come esempio Vladimir Luxuria) ed è stata prontamente corretta dall'intervistato. Ma non le è bastato. Alla conclusione ha ribadito il concetto! E non c'è stato verso di farglielo capire.
Cara sig.ra D'Urso credo che non ci siano "anime imbrigliate" negli omosessuali. E il proprio corpo può piacere o meno ad un omosessuale così come ad un eterosessuale. Peraltro credo che il sig. Caiazza sia ben contento del suo corpo!


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mercoledì, 17 settembre 2008

Non c'è che dire: l'autunno è di nuovo alle porte. Le foglie cadono e le temperature si sono abbassate. Potrei proporre un po' di consigli su come affrontare i bruschi cali di temperatura ed evitare i primi raffeddori di stagione, che fa tanto "tg2 salute"... ma eviterò.
Piuttosto devo confessare che ogni anno, alle porte dell'autunno, mi si propone più o meno lo stesso strano evento. In poche parole rivedo - stile deja-vu - lo stesso periodo dell'anno nei diversi. Così mentre sono seduto alla scrivania mi sento in aula delle medie, mentre percorro il viale per andare a lavoro mi sembra di ripercorrere il viale per andare all'università e calpestare le stesse foglie. E mi viene una strana nostalgia. Penso agli anni passati, al non capire nulla, a quanto ero travolto dagli eventi, amici, scuola, sport e sentivo tutto così leggero e inevitabile.
Così scuoto un po' la testa, giro gli occhi e osservo come le cose cambiano, come oggi mi conceda tanti momenti per pensare. Come debba prendere tante decisioni, alcune di queste ancora molto importanti. E vorrei solo per un po' non dover decidere, affidarmi come una volta al diario e leggere che fare domani.

 


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venerdì, 05 settembre 2008

Qui la gente sembra impazzita! Ok. Ha aperto l'Ikea. Eppure pare che gli abitanti di qui non abbiano visto mai  dei mobili o dei complementi d'arredo. Si aggirano per i stretti corridoi con gli occhi sgranati. Guardano e toccano tutto. Vedono un bicchiere su di una tavola e reagiscono con uno sguardo attonito, come un uomo primitivo di fronte alla scoperta del fuoco. Talora singolalrmente, talvolta organizzati in gruppi familiari allargati, si fanno spazio a gomitate o con armi belliche (note come passeggini) tra i vicoli. I primi oggetti del loro desiderio sono matite e cataloghi, gettati in fretta dentro ai bustoni gialli. Quando arrivano ai cestoni si sporgono come se volessero immergervisi dentro, raggiungere l'obiettivo (qualcuno potrebbe suggerire loro che uno vale l'altro essendo esattamente uguali, ma pazienza).

La mia gioia per l'apertura dell'ikea corrisponde invece alla concreta possibilità di portarmi a casa loro:
ebbene sì. LE POLPETTE. Vista la lontananza dagli altri punti vendita non ho mai potuto prelevarle surgelate da tenere in congelatore. Ma ora tutto ciò è possibile! Ammetto che l'aspetto sia poco invitante. Ammetto che l'odore che fanno non sembri propriamente dei migliori... ma a me piacciono tanto... e poi sono così comode! Ne piazzo 8 nel microonde per 5 minuti e ci metto insieme un po' di verdura e ho sistemato il pranzo! ...eppure nessuno condivide la mia passione per queste palline di carne (di che animale poi? uhm.. boh).

E se le mangiassi insieme alle patatine alla panna acida? no eh? uff......


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martedì, 02 settembre 2008

Qualche giorno fa sono dovuto ritornare nella mia terra di origine per partecipare al matrimonio di una collega/ex-compagna di università. Sapevo quindi che avrei reincontrato tutti i miei vecchi compagni di studi, dei quali alcuni ancora miei amici. Diversamente dal solito ero abbastanza ottimista per la serata.

ma facciamo un passo indietro...
qualche tempo fa per un errore commesso (un incontro sbagliato) è capitato che alcuni di questi miei compagni di studi venissero a "sapere di me". Di qui era partito un giro di telefonate, chiarimenti più o meno completi. Alcune di queste persone non le avevo ancora incontrate, e ci siamo rivisti in occasione del matrimonio.

ritornando al matrimonio...
Pensavo che le cose sarebbero state più semplici, che sarei stato capace di fare buon viso a cattivo gioco o di essere superiore ai pregiudizi o per lo meno fregarmene. Invece così non è stato. Ho sofferto nel vedere la "lontananza" da persone con le quali avevo condiviso giornate intere, vacanze, cene, feste. Mi è dispiaciuto non essere riuscito a essere lo stesso di qualche anno fa (si deve ritornare al 2003...).
So che sono cambiate molte cose, ma il mio carattere è sempre lo stesso (e alle feste ho sempre dato il meglio/peggio di me). Invece l'altra sera mi sono sentito come bloccato. Mi è sembrato di trovarmi da tutt'altra parte, tra persone sconosciute e che io non c'entrassi nulla. Che tutto era completamente distante da me, completamente diverso. Ho sempilcemente pensato di trovarmi nel posto sbagliato e avrei voluto solo fuggire.

Inoltre, come se non bastasse, mi sono ritrovato in discorsi circa i matrimoni, sulle future celebrazioni, sui progetti familiari dei miei coetanei. E questo non mi ha aiutato di certo ad integrarmi.

Dopo qualche sforzo sono riuscito a fare due passi in pista, ma è stato difficile (non mi riconosco proprio!).

Forse dovrei andare a meno matrimoni. Questo probabilmente è il miglior proprosito.


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