giovedì, 17 settembre 2009

Non so cosa mi porta a scrivere di nuovo qui.. forse una connessione dopo tanto tempo o forse una serata un po' malinconica da solo o ancora, forse la necessità di scrivere, per quanto non ne sia molto capace.
E' un periodo difficile. C'è poco da fare, inutile nascondersi.
Sono in crisi completa con il lavoro. Non lo sopporto più, soprattutto non mi piacciono le prospettive che ho davanti. Ho studiato dieci anni per ottenere questi bene(male)detti titoli ed ora non so che farmene. Però ricordo gli entusiasmi, i miei e quelli di chi mi vedeva all'opera. Tutti credevano in me (io per primo), tutti dicevano che ero brillante, che me la cavavo molto bene e che avrei senza dubbio avuto successo. Quando penso agli anni dell'università ricordo ancora la sensazione di una forza capace di spaccare il mondo, ricordo l'ambizione, ricordo le immagini del mio futuro (senza dubbio radioso).
Oggi mi giro intorno e non vedo nessuno: nessuno che creda in me, d'altro canto io per primo non credo in me stesso, per lo meno in quella pseudo-professione che sto svolgendo. Allora continuo a ripensare alle scelte che ho fatto e a cercare di capire dove ho sbagliato. E cerco di capire cosa posso fare ORA. Il punto è che non SO COSA FARE. Non so come cambiare il corso degli eventi... Ho come la netta percezione di non poter fare ormai nulla. E obiettivamente (anche da un punto di vista economico) non posso permettermi nuove scelte ardite.
Così giaccio in quest'ombra di vita, dove faccio fatica persino ad alzarmi la mattina e a compiere i gesti più semplici.
E poi c'è lei, una persona alla quale sono legato con un filo d'acciaio e che mi sta lasciando. Non riesco ad accettare il fatto che fra non molto non ci sarà più, non riesco a crederlo. Con lei ho passato molte estati e i ricordi che ho sono tanti: con lei ho imparato ad amare il mare, ho imparato a cucinare, ho imparato a giocare a carte, ho imparato a cucire, ho conosciuto una complicità quasi fraterna che mi lega anche a mia madre. Mi ha insegnato a ridere. Anche di fronte alle situazioni difficili. Ha sempre portato il buon umore nella mia famiglia ed è sempre stata una risorsa inesauribile per tutti. Ora la posso solo accarezzare e baciare, nel suo letto, chiedendole solo di smettere di piangere. Perchè le cose capitano e non ci si può fare nulla. Accidenti.

Ed io ho solo voglia di scappare. Codardo.





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